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Cappadocia

Sorge a 1108 m. s.l.m., nei pressi delle sorgenti del Liri, alle falde del Monte Camiciola. Le prime notizie certe relative al borgo di Cappadocia risalgono al XII secolo, quando nella bolla di Clemente III vengono nominate le chiese di Santa Margherita e di San Biagio. Oggetto delle alterne vicende delle più potenti famiglie dell'area marsicana, appartenne prima agli Orsini e successivamente ai Colonna, ai quali rimase legata sino agli inizi del XIX secolo. Nella parte alta del paese, resiste un interessante nucleo di vecchie abitazioni con  belle finiture in pietra e la chiesa di San Biagio di epoca medievale ampliata e ristrutturanta nel '600. Non distante risultano i ruderi di una abbazia di epoca alto-medievale ed i resti della primitiva chiesa parrocchiale di S. Margherita. Da Cappadocia parte l'itinerario che raggiunge il Santuario della S.S. Trinità sul versante laziale e che attraversa tutto il Parco dei Monti Simbruini, oasi incontaminata di verde e silenzi. La località  dispone di ricettività alberghiera e di attrezzature sportive per la stagione estiva e in inverno è attrezzata per la pratica dello sci di fondo.  Prossima ai territori dei Parchi: Regionale Velino-Sirente - PNALM - Gran Sasso Monti della Laga, Cappadocia consente interessanti escursioni tra cui quella alla Grotta di Beatrice Cenci, un ambiente naturale suggestivo, che si può raggiungere agevolmente prendendo la strada per  la frazione Verrecchie di Tagliacozzo. Facile anche da qui raggiungere la Riserva Naturale Zompo lo Schippo, la cascata più alta dell'Abruzzo mt. 80, in comune di Morino e la Riserva Naturale Guidata Monte Salviano nel comune Avezzano.

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67060

Prefisso: 0863

Altitudine: 1108

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.007393, 13.2784102

Le Grotte si aprono nella parete rocciosa che delimita la verde vallata del Fiume Imele nel Comune di Cappadocia (Aq). Scavate in tempi antichi dalla potenza delle acque fluviali, costituiscono la porzione iniziale di un ampio inghiottitoio fossile (Ovido di Verrecchie) e rappresentano un enorme tesoro naturale ed archeologico.