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Cece di Navelli (Presidio Slow Food)

La coltivazione di questo legume ha una lunga tradizione, sicuramente molto radicata nel periodo medievale, che va tutelata in ogni modo vista l’esiguità di produttori rimasti a Navelli e nei borghi limitrofi – non a caso è un Presidio Slow Food. La produzione proviene dai campi scelti, ben drenati ed esposti al sole. Tra marzo e aprile si effettua la semina, mentre la raccolta avviene in estate, tra fine luglio e fine agosto. Proprio ad agosto viene organizzata una grande festa in cui vengono preparate ottime ricette locali, come i ceci in umido o con lo zafferano. Tornando indietro con la memoria, i ceci venivano consumati in minestra, cotti con la pasta o ridotti in farina per farne la fracchiata, una polenta di farine di vari legumi e cereali. I ceci arrostiti in una pentola con vino erano un piatto proposto nei momenti conviviali, nelle cantine e durante le festività religiose. I ceci bolliti, schiacciati e mescolati con il miele sono la farcitura dei tipici dolcetti natalizi chiamati calcionetti, così come il piatto di rito che apriva il cenone della Vigilia di Natale era la zuppa di ceci e castagne.

42.2359938, 13.7284432