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Patata Turchesa (Presidio Slow Food)

Questa patata è entrata a far parte delle coltivazioni abruzzesi dal 1700. Il nome ricorda il granoturco, un prodotto dalle origini esotiche. Divenne per l’Abruzzo e soprattutto per il Gran Sasso un’importante risorsa alimentare. Poteva essere coltivata a quote notevoli e si conservava facilmente, si consumava in loco o si scambiava con altri prodotti. In alcuni centri della montagna aquilana, nei secoli, sono stati impiegati ambienti sotterranei e grotte per conservare il prezioso tubero. 
La patata turchesa, oggi Presidio Slow Food, ha una buccia color viola intenso ricca di sostanze antiossidanti utilissime nella lotta contro i tumori. La pasta è di colore bianco candido, ha un basso contenuto in acqua e consistenza e granulosità medie: caratteristiche che la rendono adatta a diversi usi e cotture. È riconoscibile, oltre che per l’inconfondibile colore, per la forma irregolare e i numerosi occhi incavati, segno genetico distintivo delle varietà antiche. Anche i fiori si contraddistinguono per le sfumature azzurrine dei petali e per la loro lunga persistenza sulla pianta. 

42.3498479, 13.3995091