Salta al contenuto principale
x

Pettorano sul Gizio

Tra il verde dei boschi e le alture morbide delle montagne che lo custodiscono come un gioiello da proteggere, Pettorano sul Gizio sorge in mezzo a un paesaggio di grande bellezza, dai colori e dalle atmosfere tipiche dell’Abruzzo interno. Particolare è la storia del suo centro più antico: devastato dal terremoto del 1706, fu interamente ricostruito e infatti le sue architetture sono di stampo settecentesco. Resta, del periodo medievale, il maestoso Castello Cantelmo, che in passato era uno dei presidi più importanti della zona. Dall’impianto irregolare, il Castello emerge imponente, con la sua torre di avvistamento che sembra ancora scrutare l’orizzonte. Oggi qui passato e presente si uniscono: il Castello è infatti sede di diverse mostre d’arte.

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67034

Prefisso: 0864

Altitudine: 656

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.9756728, 13.9586133

 La Chiesa di S.Margherita d'Antiochia è sita nell'ampia Valle di Frevana, presso una sorgente d'acqua che va ad arricchire il Gizio. La Chiesa fu fondata dall'antica castellana Margherita da Corbano, agli inizi del 1300 e fu più volte rimaneggiata a causa di alluvioni, l'ultima delle quali risale al 1835.

E' la Porta che dava accesso ai mulini fatti costruire dai Cantelmo lungo il fiume Gizio.Era anche l'accesso che conduceva alla sottostante area della fonderia del rame. Da essa attualmente si accede al parco di archeologia industriale, zona suggestiva anche da un punto di vista naturalistico.

Ubicata nei pressi dell'omonima chiesa, conserva ancora sulla sinistra una torretta di difesa. Al di sopra dell'arco ? possibile osservare un affresco del XVII secolo raffigurante Santa Margherita, patrona di Pettorano sul Gizio, che sorregge il paese con la mano sinistra.

Chiamata con il nome della Santa protettrice, d? accesso alla strada che conduce all'omonima chiesa rurale. E' denominata anche Porta delle Frascare, in quanto veniva utilizzata dai taglialegna per i loro lavori.

Il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio era uno dei presidi strategicamente più importanti della Valle Peligna, protagonista delle vicende degli Hohenstaufen, e certamente uno dei fortilizi più interessanti del territorio, anche fuori dai confini regionali.

La Chiesa di S. Dionisio fu ricostruita su un'altra più antica distrutta da un incendio nel 1674, poi rovinata nuovamente a causa del terremoto del 1706. Interessante una porta in pietra, traslata dal diruto Convento del Carmine, a blocchi bugnati con raffigurazioni di elementi naturali. Nella chiave di volta dell'arco c'è lo stemma comunale del 1842.

In the system of protected areas of the Abruzzo region, the Monte Genzana Alto Gizio Nature Reserve is of great importance as it is a connecting corridor for wildlife exchanges between the Abruzzo National Park and the Majella National Park. Established by Regional Law No.

Nel sistema delle aree protette della regione Abruzzo, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio ha grande importanza in quanto si pone come corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Istituita con Legge Regionale n.

Si trova sul Piano delle Cinque Miglia a circa 1300 m. Fatta erigere da Carlo d'Angiò, presenta un bel portale e delle finestre di tipo tardo-gotico. All'interno, una statua in terracotta della Vergine risalente al XV secolo e affreschi del XVI secolo che rappresentano scene della vita di Cristo e della Madonna.