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Stazione Sciistica:

Roccaraso

Un comprensorio dalle enormi potenzialità, l'eccellenza delle proposte nel centro-sud Italia. Roccaraso, situata a 1250 m s.l.m., conosciuta già dai primi del '900, è la località sciistica più nota ed attrezzata dell'Appennino, in provincia dell'Aquila, sugli Altopiani Maggiori, tra le due grandi aree protette dei Parchi Nazionali: quello storico d'Abruzzo e quello della Majella.
L'attrezzatissima stazione turistica propone un bacino sciistico con trenta modernissimi impianti a fune, centodieci chilometri di piste perfettamente innevate e assistite dal più ampio e moderno impianto di neve programmata. Le piste da fondo, lo snow-board, la possibilità di praticare sci-escursionistico, lo stadioghiaccio, completano un'offerta senza pari, in un ambito naturalistico di assoluto pregio.
L'eccellente dotazione alberghiera e commerciale, i centri benessere, il programma di accoglienza e di manifestazioni, gli appuntamenti serali e le tante possibilità di svago, assicurano una vacanza attiva, all'insegna del benessere psico -fisico e del relax, che si arricchisce ulteriormente con le proposte dei vicini centri di Rivisondoli e Pescocostanzo.
Roccaraso: la Montagna che si fa amare, soprattutto in inverno.
Nella stagione invernale 2010 la località ha festeggiato i 100 anni di sci!
Per maggiori informazioni: http://roccaraso.net/
 

impianti

 

impianti

 

 

Area Stazione Sciistica:
Altopiano delle 5 Miglia
Altitudine:
1236
Provincia:
L'Aquila

Il Rasino è un ruscello che tocca le radici del colle, sopra cui sorge Roccaraso, che prima fu detto, perciò, Rocca del Rasino, poi Rocca del Raso e attualmente Roccaraso.I sigilli municipali ricordano la stessa origine. In uno del 1683 vi sono tre torri con un ruscello che fluisce alla base la scritta "Universitas Terre Rocce Rasini".

Il Bosco, formato prevalentemente da faggi, comprende anche aceri di specie diverse, opalo (di monte e campestre), nocciolo, cerro e il sorbo montano. Ad alte quote i boschi di querce lasciano il posto a una vegetazione più fredda, fatta di ornielli e carpini. A queste quote si trovano anche il Tiglio e il Maggiociondolo (quello della leggenda della gigantesca Maja).

La Chiesa di San Rocco fu eretta nel 1656, come atto votivo dei cittadini scampati alla peste. Dall’epigrafe posta sul portale si deduce che, nell’anno 1743, i Roccolani rinnovarono i loro voti al Santo.E’ l’unico fabbricato scampato alla furia dell’ultima guerra.

Costruiti intorno al 1800 con armatura in legno di faggio, pioppo e materiale in lega, in occasione della costruzione del tronco ferroviario Sulmona-Carpinone. Solo nel 1950 furono abbattuti per essere ricostruiti in cemento armato e ferro. Hanno una altezza di circa trenta metri.

Statua lignea, conservata nella Chiesa madre di Roccaraso, mostra addirittura ricordi michelangioleschi. Da V.Mariani "Sculture lignee in Abruzzo", pag.17, Bergamo, s.d.

Il nucleo storico ancora ben identificabile,anche attraverso l'ubicazione delle porte che consentivano l'accesso al borgo (ancora visibili Porta Antonetta, quattrocentesca, e quella nei pressi di Palazzo Sardi) ha prevalentemente una struttura urbana raccolta, con case che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine e scalinate, tipico dei sec.

Distrutta da un incendio nel 1792 fu riedificata nello stesso luogo in cui sorgeva la precedente fra il 1900 e il 1912. Conserva un ricchissimo altare ligneo di gusto barocco dedicato all'Assunta realizzato dal fine intagliatore locale Palmerio Grasso e una statua in legno policromo della Madonna col Bambino.

The Sanctuary preserves a miraculous image of the Madonna and Child (stone bas-relief). It was erected at the end of the 16th century in the place where, according to tradition, the effigy of the Virgin, transported from distant lands, became so heavy that it could no longer be removed.

Il Santuario conserva una miracolosa immagine della Madonna col Bambino (bassorilievo in pietra). Fu eretto alla fine del XVI secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’effigie della Vergine, trasportata da terre lontane, divenne così pesante da non poter essere più rimossa.

Il Monte Secine ha forma tronco-conica ed è parzialmente ricoperto di faggi. Questa meta si raggiunge solo a piedi, con l'auto si arriva fino a Pietransieri, frazione di Roccaraso, e a piedi si raggiunge la Piana Selvareccia e più su Fonte Cernaie.

Ricoperto da magnifici boschi ideali per scampagnate, il Monte Tocco si raggiunge in auto fino a Pietransieri (Km.4) e poi a piedi dopo agevoli alture erbose, lungo una carrareccia ci si inoltra nel bosco fino a raggiungere la vetta.

La Basilica, l'antica Collegiata, è tra le chiese più interessanti d'Abruzzo. Sorge dove dall’XI secolo preesisteva un nucleo religioso. Fu riedificata nel 1466 con configurazione a 5 navate, dopo il terremoto del 1456.

Cinquecentesca, dal bel portale a colonne, la chiesa di Santa Maria del Suffragio sorge sul lato destro salendo la scalinata che conduce alla Basilica. Esistente già dal 1530, era dedicata a San Sebastiano e amministrata dalla Confraternita della SS. Trinità dei Rossi. Dal 1630 vi si trasferì la Confraternita del Suffragio dei Morti.

Palazzo Fanzago (1626-1642), so called in reference to its designer Cosimo Fanzago (from Bergamo), was intended to house the monastery of the Poor Clares of S. Scolastica. It is the most interesting public building, characterized by six large baroque niches (fake windows) that alternate with a closed and broken crown gable on the main facade, overlooking the Town Hall Square.

Il Palazzo Fanzago (1626-1642), così denominato in riferimento al suo progettista Cosimo Fanzago (bergamasco), era destinato a sede del monastero delle Clarisse di S. Scolastica.

La Chiesa rinascimentale di San Giovanni Battista, nell'omonima via, ha un bel portale del 1532 con terminazione a timpano triangolare e con un architrave scolpito, sul quale un piccolo bassorilievo rappresenta il martirio di San Giovanni. I battenti originali sono del 1536. Il rosone rappresenta un caso unico di conservazione a Pescocostanzo.

Luogo anticamente considerato sacro e dedicato a Giove, il Bosco di Sant'Antonio è una delle più belle faggete d'Abruzzo. Si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella. Offre un incredibile scenario di faggi secolari dalle forme bizzarre, ma sono presenti nell'area anche l'Acero campestre, il Pero selvatico, il Ciliegio il Carpine nero, il Tasso.

Questo Altopiano, di origine carsica e alluvionale, si trova a sud della poderosa e complessa catena del Monte Greco (mt.2283), che lo racchiude e lo separa ad intervalli. Inconfondibile per la sua vastit? e per l'elevata altitudine. Insieme all'Altopiano delle 5 Miglia, del Prato, del Quarto Grande ed altri, forma il "sistema montuoso pi? significativo della regione appenninica".

Sacrario simbolico, realizzato in forme semplici e solenni nel 1957, a ricordo dei Caduti per la difesa della Patria, che non hanno avuto il conforto di una degna sepoltura. È un'opera altamente nobile e patriottica.

Grossa montagna di forma tondeggiante ricoperta di folta boscaglia. Ampio il panorama sul piano dell'Aremogna e sulla Valle del Sangro. Si raggiunge solo a piedi.

È una delle vette più alte della zona, dalla quale si può ammirare un ampio panorama sulla Majella e su tutto il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. In auto è possibile arrivare fino al rifugio dell'Aremogna, tramite la Strada Reg. 437 per l'Aremogna.

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