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Destination

Furci

An ancient village between sacred and pagan, all to be discovered

Date:

07 giugno 2023

Reading time:

4 min

Topics
  • Comuni d’Abruzzo

Overview

Descrizione lunga

In Furci, a small town in the province of Chieti, located on the ridge of a hill between the Sinello and Trieste rivers, history and faith are intertwined in harmony: these are two reasons that may encourage you to visit it.
Especially history, which in even the smallest towns of ancient origins imprints a special character in their urban forms.
Furci is not exempt from these prerogatives.
Its ancient roots are narrated by the archaeological finds from the Roman and medieval periods, which have surfaced in the territory, and by the fortification of the village, whose first layout dates back to the 15th century. 
At the entrance to the historic centre admire the medieval tower, connected to a noble mansion, with the base dating back to the 13th-14th centuries and the upper part to the 15th century.

For the faith, the task of ambassador and patron is performed by the Blessed Angelo, an Augustinian friar, who was born in Furci probably in 1246 (some say 1257) and whose cult is rooted in both Abruzzo and neighboring Molise. 
The religious was initiated into conventual life at a very young age in the monastery of Sant'Agostino in Vasto, then studied in Paris and, back in Italy, he settled in Naples, where he held posts as a cathedrist, confessor and preacher. He died in the Neapolitan city on February 6, 1327, and was buried in the church of S. Agostino alla Zecca. Later, by the decree of Gioacchino Murat, his remains were returned to the city of his birth. That was in 1808.

A moment of great emotion is given off on September 13 each year in the streets of the village and in the hearts of the residents, when they commemorate the translation of his relics. Go and see the recently restored and embellished Shrine dedicated to him, which is located in Beato Angelo Square. The interior is simple and sober, with stone decorations by the high altar. Here, what remains of the Beato has "slept" for over seven hundred years in an urn, which is celebrated by hundreds of pilgrims during the year. 
In the shrine you can also see the original tombstone from his first burial, in the convent of St. Agostino in Naples.

After visiting the church of San Sabino Vescovo too, which is pre-17th century and has a beautiful facade, plastered and decorated with stucco and pilasters, you should go for lunch, you have earned it.
You can be sure to find exquisite traditional local and regional dishes, such as focaccia with lard, pork ribs, sagne with ventricina sauce, and lamb al coppo.
Genuine and profane delicacies, which combined with all the sacredness of the area, that will make you exclaim "Blessed are those who live here".
 

 

 

A Furci, piccolo comune della provincia di Chieti, sul crinale di un colle tra i fiumi Sinello e Trieste, storia e fede s’intrecciano in armonia: sono due motivi che possono spingervi a visitarlo.
Specie la storia, che in tutti i paesi dalle origini antiche, anche i più piccoli, imprime nelle forme urbanistiche un carattere speciale.
Furci non si esime da queste prerogative.

Le sue radici vetuste sono narrate dai reperti archeologici del periodo romano e medievale, affiorati nel territorio e dalla fortificazione del borgo di cui il primo impianto risale al XV secolo. 
Ammirate all’ingresso del centro storico il torrione medievale, collegato a un palazzetto nobiliare, con la base risalente al XIII-XIV secolo, e la parte superiore al XV secolo. 
Per la fede, il compito di ambasciatore e patrono lo svolge il Beato Angelo, frate agostiniano, nato a Furci probabilmente nel 1246 (alcuni dicono il 1257), il cui culto è radicato sia in Abruzzo sia nel vicino Molise. 
Il religioso fu avviato giovanissimo alla vita conventuale nel monastero di Sant'Agostino a Vasto, quindi studiò a Parigi e, tornato in Italia, si stabilì a Napoli, dove svolse incarichi di cattedratico, confessore e predicatore. Morì nella città partenopea il 6 febbraio del 1327 e fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino alla Zecca. In seguito, con decreto di Gioacchino Murat, le sue spoglie furono restituite alla città natale. Era il 1808.

Un momento di grande emozione si sprigiona il 13 settembre di ogni anno per le vie del borgo e nei cuori degli abitanti quando si commemora la traslazione delle sue reliquie. Andate a vedere il Santuario a lui dedicato, di recente restaurato e abbellito, che si trova in piazza Beato Angelo. L’interno si presenta semplice e sobrio, con decorazioni in pietra presso l’altare maggiore. Qui, ciò che del Beato rimane, “dorme” da oltre settecento anni in un’urna, che durante l’anno viene celebrata da centinaia di pellegrini. 
Nel santuario potete vedere anche la lapide originale della sua prima sepoltura, nel convento di Sant'Agostino a Napoli.

Dopo aver visitato anche la chiesa di San Sabino Vescovo, antecedente al XVII secolo e con una bella facciata, intonacata e decorata con stucchi e lesene, andate a pranzo, ve lo siete meritato.
Trovate di certo squisiti i piatti della tradizione locale e regionale, come la focaccia con il lardo, le costine di maiale, le sagne con sugo di ventricina, l’agnello al coppo.
Prelibatezze genuine e profane, che unite a tutto il sacro del territorio, vi faranno esclamare: “Beati quelli che vivono qui”.
 

Tag

  • Villages
  • Comuni

Location of the Destination

Geolocalizzazione

42.008903559167, 14.587440490723

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15/01/2024, 09:45

Published by AbruzzoTurismo