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Insediamento di Ortucchio (Aq)

L'insediamento di Ortucchio era una piccola isola del lago del Fucino.

L’etimologia  di  Urticinum  è  da  rapportare  al  greco  “chortos”  (cfr.  lat.  hortus). Il sito piceno era nella zona detta “la città”, oggi c.da Prato. 

Le rive del Fucino risultano abitate fin dal II millennio a.C., tra il IX e l'VIII sec. a.C. Non si può dire con certezza se questo sito fosse abitato stabilmente in epoca preistorica, ma numerose sono le testimonianze documentate in grotte e stazioni aperte a partire da 16.000 anni orsono. Nelle grotte sull'alveo del lago sono stati rinvenuti, in vari strati, resti di focolai, ossa animali e strumenti in selce. Presso Ortucchio, nelle grotte la Punta, la Maritza, quella detta di Ortucchio e nella grotta Tronci, sono stati rinvenuti: frammenti di crani nella prima, una sepoltura di uomo adulto nella seconda, nella terza un cranio ed infine, nella quarta, resti di ceramica impressa e ceramica a figulina giallastra.

Tracce di insediamento antico si hanno sul colle di Ortuclae come le  buche scavate nella roccia, per la palificazione e sepolture di infanti risalenti al Neolitico (V millennio a.C.). In prossimità dell' attuale abitato di Ortucchio, sono stati trovati utensili risalenti all'Età del Bronzo, tra cui un coltello per cui si ipotizza la presenza di officine specializzate nella produzione di utensili metallici. In località la Celletta sono stati rinvenuti oggetti dell'Età del Bronzo, resti di blocchi in opera poligonale, forse relativi ad un piccolo terrazzo di un santuario, posto nelle vicinanze, legato alla grotta, o ad una sostruzione di una antica strada che insiste su un percorso più antico.

Nella grotta di Ortucchio sono stati recuperati oggetti votivi tra cui un idoletto in terracotta raffigurante un vigoroso busto maschile, mutilato della testa con gambe e braccia realizzate con piccole sporgenze. Alti reperti sono emersi in località Monte Praticelle: due dischi corazza in lamina bronzea a incisioni geometriche, collocabili all'VIII sec. a.C. Al VI-V sec. a.C. in località San Castro  è stato trovato un corredo metallico di tipo celtico. In località le Coste sono state scavate delle tombe a fossa con copertura a lastroni con corredo in vasellame di ceramica a vernice nera, un piatto dipinto sul fondo con la raffigurazione di un guerriero ed un piattello databile IV sec. a.C. circa. In località Arciprete numerosi sono i resti di epoca arcaica, ceramica a vernice nera, alcune monete in argento e in bronzo di derivazione romano-campana. Nella località Punta di San Manno sono visibili resti di due muri riferibili ad un santuario italico. Nelle vicinanze furono trovati resti di ossa umane e un pilastrino votivo con dedica a Giove ed ai Dioscuri, databile fine del III sec. a.C., che testimonia i contatti della popolazione marsa con la Campania greco-etrusca. Lungo l'antica Circonfucense furono trovati luce i resti di due templi italici-romani uno dedicato a Giove e l'altro ai Dioscuri, una necropoli con tombe a camera vasellame, bottiglie in vetro colorato, fibule in ferro. Anche sul Colle di San'Orante, recenti scavi hanno portato alla luce resti di edificio templare. Nel III- II sec. a.C. la necropoli venne trasformata a luogo di culto.  

L.T. 15-12-2020

Di Marica Massaro - Opera propria, CC BY-SA 4.0,, grotta Maritza

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