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Taranta Peligna (Ch)

Taranta Peligna (Ch)

Dove si trova: Taranta Peligna  sorge nella valle dell'alto corso del fiume Aventino, alle pendici della Majella orientale. si estende dai 378 del fiume Aventino ai 2.646 metri del Monte Macellaro sul livello del mare. Fa parte del Parco Nazionale della Majella.


Perché visitarlo: la bellezza dei suoi paesaggi ispirò d'Annunzio per la composizione della tragedia La figlia di Iorio.Taranta insieme a Lama, Gessopalena, Colledimacine e Palena si trovava durante la seconda guerra mondiale lungo il percorso della linea Gustav, da Ortona a Cassino. 

Cosa vedere

  • ll lanificio Merlino, uno dei più antichi d’Italia e anche uno degli ultimi a portare ancora avanti l’antica arte della tessitura. La sua fondazione risale al 1870 da parte di Vincenzo Merlino, il capostipite di quattro generazioni che hanno reso il lanificio un simbolo dell’artigianato tessile abruzzese, un luogo identitario che ha segnato il destino di intere generazioni appartenenti alle comunità di Taranta Peligna e di tutta la Valle Peligna. Il lanificio possiede un importante patrimonio culturale materiale. Contiene all’interno macchinari rari, che hanno fatto la storia della lavorazione della lana di Taranta Peligna: una gualchiera per la follatura dei tessuti, vasche per il lavaggio della materia prima, macchina per la cardatura, filatoio, orditoio, ritorcitrice, macchine per la tessitura.
  • Santuario Madonna della Valle che sorge nella parte alta del paese a ridosso di un costone roccioso. 
  • Chiesa di San Nicola di Bari  le cui origini sono antecedenti al 1300 dove sono conservate alcune tele del '600 e un pregevole quattrocentesco crocifisso su tavola rinvenuto secondo la leggenda da un contadino nel suo campo, vedendo l'improvviso arresto repentino dei buoi durante l'aratura e la statua seicentesca di San Nicola.
  • Chiesa della Santissima Trinità  del XVI secolo, si trova in via Roma. 
  • Chiesa della Madonna del Carmine, tempietto in pietra di montagna a vista, a impianto rettangolare con soffitto a capanna e tetto spiovente, facciata semplice con un piccolo nartece a spioventi, e campanile a vela.
  • Chiesa di San Biagio del XVI secolo col grande portale che conserva i battenti lignei intagliati, recanti le figure dei santi Biagio e Rocco entro edicole, busti di santi e angeli.
  • Sacrario della Brigata Maiella, su uno sperone roccioso proteso come un balcone sul paese,  la cappelletta è dedicata ai 55 caduti della Brigata Majella, una formazione partigiana unica nel suo genere ad essere stata fregiata di medaglia d'oro al valor militare, eretto simbolicamente a strapiombo sulla roccia della Majella, lungo la strada che da Lama dei Peligni conduce a Palena, a significare la fortezza e la tenacia dei partigiani abruzzesi, nelle operazioni di guerriglia sulle alture della montagna. Il sacrario è stato realizzato qualche anno dopo la fine della guerra nel 1945, composto da una cappella a forma di capanna, in conci di pietra regolare, molto modesta, con sopra l'architrave del portale la lapide con l'iscrizione "Onore ai caduti" e lo stemma ufficiale della Brigata. L'interno conserva le lapidi tombali con le fotografie dei principali brigadisti caduti durante le operazioni di liberazione del territorio del Sangro-Aventino. Il sacrario è preceduto da un percorso a piedi lungo la parete rocciosa, dove sono scolpite le principali tappe, da Casoli a Brisighello in Veneto, conquistate dai patrioti di Ettore Troilo, tale cammino è detto "della Liberazione", fino al raggiungimento del piazzaletto del sacrario,m dove si trovano delle lapidi commemorative che ricordano le visite di onorevoli e presidenti della Repubblica, come Carlo Azeglio Ciampi, Luigi Einaudi,  Sergio Mattarella, che ha visitato anche Casoli, e il museo della Memoria allestito nel castello ducale.
  • Palazzo Malvezzi, adibito oggi a sede di varie associazioni e manifestazioni culturali.
  • Valle di Taranta, (La Tagliata)  grandiosa fenditura che incide profondamente per oltre sette chilometri il versante orientale della Majella. Ha origine alla Sella del Macellaro (2646 m), piccola depressione situata tra il monte Macellaro e la grotta Canosa. La valle offre un ambiente naturale che annovera fenomeni carsici, rarità botaniche e fauna particolare. Vi si aprono numerose cavità come la grotta dell'Asino, del Bove e la grotta turistica del Cavallone, raggiungibile con un impianto funiviario. Molto frequentata nel periodo estivo è luogo ideale per l'escursionismo, il rifugio Macchia di Taranta (1703 m) facilita le escursioni per il Colle d'Acquaviva (2200 m), il monte Macellaro (2646 m), l'Altare dello Stincone (2426 m) e il più lontano monte Amaro (2793 m), la seconda cima più elevata dell'Appennino.
  • Grotta del Cavallone  conosciute anche con il nome di "Grotte della Figlia di Jorio", perchè inspirarono il pittore Francesco Paolo Michetti per la scenografia della tragedia. Con la cestovia che parte da Pian di Valle e attraversa il  lungo il Vallone di Taranta Peligna si giunge all'entrata delle maestose e selvagge Grotte. Di origine carsica, si sviluppano per più di due chilometri ed è divisa in una galleria principale e tre diramazioni secondarie. Il complesso di cavità naturali si trova nel cuore del Parco Nazionale della Majella, a circa 1475 m. di altitudine ed è facilmente raggiungibile mediante una telecabina che conduce dalla SS.84 vicino all'ingresso. Il percorso visitabile  è di 1360 metri. Per accedere all'androne di ingresso della Grotta si salgono 300 scalini ricavati nella roccia dalle mani di abili scalpellini abruzzesi nel 1894. La seconda sala è chiamata  Galleria della Devastazione per le strane forme create dal tempo, la terza è la Sala di Aligi,  alla fine della quale si possono ammirare stalattiti e stalagmiti chiamate "Sentinelle". Pozzi e laghetti compaiono di frequente durante il percorso. La visita in Grotta con la guida di personale esperto, dura circa un’ora, la temperatura costante di 10 gradi e l’umidità percepita è del 96%. . Prima di raggiungere l'ingresso vero e proprio della grotta vi è un percorso a piedi di circa 10 minuti, composto da un primo tratto in sterrato e un secondo in scalini. La visita guidata all'interno della grotta  dura 1 h e mezza circa. La lunghezza percorribile è di 1200 metri, con sale e ambienti  molto suggestivi ricchi di stalattiti e stalagmiti.  La temperatura interna, sempre costante, è di 10° e il valore dell'umidità è molto alto, si aggira tra il 70% e il 90%. La grotta si sviluppa per tutta la sua lunghezza nel comune di Lama dei Peligni mentre l'entrata è situata nella incantevole valle di Taranta Peligna.

    Nelle cantine dell'antico Palazzo Malvezzi nel centro storico di Taranta Peligna, è collocato Il Museo Virtuale delle Grotte del Cavallone. Il Percorso visita è articolato attraverso quattro sale espositive: Sala Parco Nazionale della Majella e della Cabinovia, Sala del rilievo e dei cristalli, Sala Video, Sala della ricostruzione e del percorso virtuale appositamente climatizzata nel tentativo di dare al visitatore la sensazione di essere realmente nelle Grotte del Cavallone. La temperatura bassa, l'umidità alta, la luce scarsa ed in fondo alla sala la ricostruzione di un angolo di grotta con le sue concrezioni (alcune vere), le gocce di acqua (vere), i laghetti.

  • Parco fluviale delle Acquevive, alle pendici del massiccio della Majella e del centro abitato di Taranta Peligna, un parco fluviale di suggestiva bellezza fa da scenario alle vivaci polle sorgive sulle sponde dell'Aventino. Nel parco è possibile ammirare la Cupola Geodetica delle Acquevive, particolare struttura composta da una rete di travi che si intersecano in triangoli che giacciono su porzioni della calotta sferica che  simula le forme naturali dei cristalli e diviene più resistente all'aumentare delle sue dimensioni anche in presenza di forti correnti d'aria. Passeggiare nel parco è facile e comodo, il sentiero incontra ambienti boschivi e spazi aperti con la presenza di piccoli sentieri, passerelle e staccionate lungo il corso del fiume. Particolarmente adatto per famiglie con bambini, il parco è dotato di un'area giochi, un'area picnic e griglie per la cottura fruibili prenotandosi all'ingresso, un'area camper di 3500 mq di superficie che può ospitare fino a otto autocaravan, con illuminazione, servizi igienici e docce in muratura.

 

Eventi: ogni 2 febbraio a Taranta si celebra la festa della Candelora, molto sentita, con la preparazione dei pani sacri, le Panicelle di San Biagio,  a fine aprile  Il Sentiero della Libertà, marcia rievocativa del sentiero: Sulmona-Campo di Giove-Guado di Coccia-Taranta Peligna-Casoli che superava attraverso la Majella la Linea Gustav, negli anni dell'occupazione tedesca, e raggiungeva la terra liberata dagli Alleati.

Cosa mangiare: ravioli di ricotta e spinaci con salsa al tartufo, pappardelle e tagliatelle al ragù di cinghiale, porcini e tartufo, agnello a scottadito, pallotte cacio e ove, formaggio arrosto.

Comune di Taranta Peligna

L. Toppeta 28-01-2022

immagine di maury3001, CC BY 3.0

CAP: 67029

Prefisso: 0864

Altitudine: 378-2646 m

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.0208228, 14.1721815