Panoramica
Ocre, a 33 chilometri dall’Aquila, vi regala una giornata di suggestivi paesaggi e monumenti religiosi, adagiati tra le asprezze della montagna, in uno raro scenario di solitudine e di bellezza.
Siete nel Parco regionale del Sirente-Velino in un minuscolo comune, il cui nome vuol dire in greco “punta sporgente”, con il territorio che si estende nella zona meridionale, pedemontana e montana, della media valle del fiume Aterno.
Come altre realtà della zona, anche Ocre si compone di diverse frazioni, rimandando alla memoria il tipo di insediamento sparso dei Vestini. Un tempo infatti la zona era solcata dall’antico tracciato italico-romano, la via Poplica Campana, in prossimità di un loro nucleo urbano, Frustenia.
Il borgo fortificato è posto, come potete vedere, sulla sommità del Monte Circolo, a dominio della conca aquilana sottostante, mentre le altre “ville” gli si stringono intorno.
Ciò che rimane della fortificazione, uno degli esempi più maestosi dell’architettura normanna in Abruzzo, sono tratti di cinta muraria di forma trapezoidale, che appartengono alla fase angioina del castello.
In località Peretola, potete ammirare il monastero cistercense di Santo Spirito (per la sua visita, consultate il sito www.monasterosantospirito.it), in posizione panoramica a dominio della valle dell’Aterno, eretto a partire dal 1222.
Si tratta di un complesso articolato, restaurato più volte, con un’alta muraglia uniforme, aperta in basso dall’ingresso ad arco acuto e in alto da tre bifore.
Da qui, in circa due km, potete raggiungere la frazione di San Panfilo d’Ocre con la sua chiesa dedicata a San Panfilo, dall’aspetto romanico, risalente al XIII secolo, a pianta rettangolare con la tipica facciata aquilana a coronamento orizzontale, e un piccolo portale incorniciato in un rettangolo, sormontato da un minuscolo oculo.
Nel presbiterio, in una piccola cappella con arco d’ingresso a sesto acuto, trovate alcuni affreschi quattrocenteschi. Per la visita telefonate all’ufficio parrocchiale o consultate il sito.
Su una roccia a strapiombo trovate invece il Convento di Sant’Angelo, non fruibile a causa del terremoto.
Fu realizzato nel 1409 come monastero di monache benedettine accanto alla preesistente chiesa di Sant’Angelo del Peschio. Dopo un lungo periodo di decadenza, in cui venne trasformato anche in lazzaretto, fu soppresso nel 1860 per essere poi riaperto agli inizi del XX secolo ed è stato tenuto dai frati Francescani fino al 2009.
A tavola, vi aspettano delizie come ceci e castagne, spezzatino con castagne, pennette all’arrabbiata, salsicce, pizze fritte, dolci a base di castagne: tronchetti, cannoli, crostate, ferratelle, moretti, pan di castagne.
Cos’altro vedere:
- San Felice d’Ocre
- San Martino d’Ocre
- Valle e Cavalletto