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Acciano

Dove si trova: Acciano (AQ), è un suggestivo borgo a 600 metri di altitudine, disteso su un crinale roccioso del Sirente. Il territorio comunale comprende Acciano Capoluogo e le frazioni di Roccapreturo, Beffi, Succiano, San Lorenzo.

Perché visitarlo: presenta una stratigrafia architettonica che va dal XIV al XVI secolo. Il centro storico racchiuso entro le mura perimetrali, tuttora esistenti, denota la sua originaria caratteristica di borgo fortificato. Permettono l'ingresso al centro storico tre porte: Porta Torrone, Porta Martino e Porta dell'Aia. Circondato dal verde dei boschi di quercia, è parte fondamentale del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino. E' celebre per le sue cantine scavate nella roccia calcarea alcune delle quali lo attraversano da una parte all’altra. In alcune di esse si può ancora ammirare il "pinnerone", una grossa pietra cilindrica utilizzata per spremere le vinacce, che testimonia l'antica tradizione vitivinicola del borgo. Per il tipo di terreno e per l'esposizione climatica si producono uve idonee alla produzione di vini in linea con gli elevati standard presenti nella provincia dell'Aquila. Nelle sere d'estate le antiche cantine vengono riaperte in occasione della tradizionale "Festa del vino".

Cosa vedere:

  • Santuario di Santa Petronilla: la sua costruzione risale al XII secolo. Presenta un’edicola laterale a tutto sesto con affresco del 1500 di scuola aquilana raffigurante la “Madonna col bambino e Santi”. La facciata è a coronamento orizzontale in pietra grezza, all'interno pregevole affresco rinascimentale della Madonna col Bambino;

  • Chiesa dei SS. Pietro e Lorenzo: di epoca medioevale ma rifatta dopo il terremoto del 1456, è la chiesa parrocchiale di Acciano. Notevole il portale rinascimentale con i capitelli fogliati in stile corinzio. L'interno è ricco di stucchi barocchi e di numerose sculture in pietra che adornano gli altari laterali. Degni di nota il fonte battesimale, la croce processionale d'argento del Seicento, l'affresco risalente al XVI secolo raffigurante la Crocifissione;

  • Fontana pubblica: addossata ad un palazzo fuori del centro antico, è costituita da una vasca a forma di L rovesciata, con una nicchia alla fine del lato ed un fornice ad arco. Nella nicchia due mascheroni in pietra con motivi floreali fanno presupporre la data della costruzione intorno alla prima metà del Quattrocento;

  • Antico mulino ad acqua con frantoio e segheria: risale al X-XI secolo. Rimasto in uso fino al 1960, attualmente è sede del Museo dell'Acqua;

  • Chiesa della Madonna del Rifugio - Beffi: è la chiesa più importante di questo sobborgo. Si presenta in stile tardo settecentesco con facciata piana divisa da cornice. L'interno è a navata unica, intonacato di bianco;

  • Chiesa di San Michele Arcangelo - Beffi: all’uscita del paese, sede della parrocchia della frazione, è una vera e propria meraviglia architettonica risalente al XV secolo. Vi sono conservati arredi sacri cinquecenteschi. L'edificio è vicino alla Torre di Beffi;

  • Torre medioevale - Beffi: sicuramente è il monumento più insigne del paese. Per le sue caratteristiche architettoniche sembra risalire al XII secolo e rientra nella tipologia della torre castellata sede del signore del borgo. Presenta una pianta poligonale irregolare essendo stata realizzata per sovrapposizioni. All'interno del recinto merlato ci sono, in una estrema varietà planimetrica, i locali abitativi edificati successivamente al XIII secolo;

  • Chiesa di San Sebastiano - Roccapreturo: è la chiesa principale del borgo. Risale al Medioevo ma è stata completamente ricostruita dopo il terremoto del 1703. La facciata di scuola aquilana, presenta un portale molto semplice, l'interno a tre navate custodisce una croce astile del Trecento e una bella statua del Santo. La chiesa è forse della scuola di Giambattista Gamba;

  • Torre medievale - Roccapreturo: tipologia di torre cintata, risalente al XIII-XIV secolo. Alta circa 10 metri, si erge su una sporgenza rocciosa posta a difesa del sottostante piccolo centro abitato;

  • Chiesa di Sant'Antonio abate - Succiano: forse di origine medioevali, con pianta rettangolare a navata unica e con volta a botte lunettata recentemente affrescata;

  • Chiesa di Santa Lucia - San Lorenzo: annessa ad un ex monastero del XIII secolo. E' decorata da un portale in stile tardo romanico, presenta un impianto rettangolare a navata in stile tardo barocco. Custodisce una pregevole statua della santa.

Cosa mangiare: la sua economia prevalentemente agricola è caratterizzata da molte produzioni tipiche locali quali il tartufo, lo zafferano, le patate, legumi di ogni genere. Cotiche e fagioli, pasta e ceci, succulenti arrosticini, carni di agnello, salsicce locali alla griglia e pizze fritte conquistano anche i palati più raffinati per la loro genuinità e tipicità garantite dalla peculiarità del territorio. Da sempre vocazione e fonte di sostentamento degli abitanti, la principale coltivazione accianese è la vite che, per per il tipo di terreno, per l'esposizione e per il clima, produce un'uva speciale dalla quale si ottengono vini eleganti e raffinati.

Sito web 

Fa parte di: Parco regionale Sirente Velino

(magda 29/04/2020)


foto: Ra Boe / CC BY-SA

Provincia: L'Aquila

CAP: 67020

Prefisso: 0864

Altitudine: 600

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.1837256, 13.7173325

Una lapide sulla casa ricorda Giuseppe Catoni che nato in questa località nel 1820 raggiunse in vita la considerevole altezza di 2,25 metri. Giuseppe seppe sfruttare l'interesse della gente presentandosi nelle fiere come fenomeno da baraccone.

Roccapreturo viene menzionata per la prima volta nei catasti del 1400 con il nome di "Roca di Preturo" ovvero "fortezza sulla roccia". Attualmente dell'antico recinto fortificato di Roccapreturo (sec. XIV), costruito nella parte alta del paese, rimane la torre di vertice a pianta poligonale.

La Torre di Beffi (sec. XIII-XIV), rientra nella tipologia della torre castellana, realizzazione maggiormente accurata di torre cintata, ossia di quella struttura piuttosto articolata di cui la torre era meno esposta all'attacco ed il recinto diventava una vera trappola per l'assalitore.

Lungo la strada provinciale che collega Rocca di Mezzo a Secinaro, in una zona isolata ma facilmente raggiungibile, incastonato in un piccolo altipiano a circa 1100 metri di quota, alle falde della maestosa dorsale del Monte Sirente, è stato scoperto il primo cratere da impatto meteoritico in Italia.