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sabina santilli

Donne che sanno amare: Sabina "dei Miracoli", una luce nel buio

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"Mano nella mano sento l’anima degli altri, ne intuisco i sentimenti e ne arguisco il carattere” (Lega del Filo d'Oro)

"Anna dei miracoli" è un film del 1962 diretto da Arthur Penn sulla vita di Helen Keller, la prima sordocieca che, grazie all'istruzione e all'aiuto della sua insegnante Anne Sullivan riuscì a condurre una vita indipendente che seguì il primo riuscito salto dal buio di Laura Bridgman, la prima sordocieca che mezzo secolo prima era riuscita a ricevere un'istruzione e comunicare con il mondo esterno come raccontato nel libro The child of the silent night.

Nel 2012 usciva il libro Le mie dita ti hanno detto di Sara De Carli sulla vita di colei che si battè senza risparmiarsi perchè quei "miracoli" diventassero normalità: Sabina Santilli, attivista italiana per i diritti dei sordociechi e dei pluriminorati psicosensoriali, fondatrice e prima presidente dell'associazione Lega del Filo d'Oro.

Nei giorni scorsi un nutrito gruppo di persone ha visitato il borgo di San Benedetto dei Marsi, sull'orlo orientale della Piana del Fucino, meta degli amanti della storia, dell’arte e dell’archeologia per osservare più da vicino il Museo casa natale di Sabina Santilli e trasformarlo in Centro Studi. A valutare la fattibilità del progetto l'attuale presidente della Lega del filo d'Oro con collaboratori e tecnici.

Sabina Santilli nacque a San Benedetto dei Marsi (Aq) il 29 maggio 1917 e, a sette anni, come lei stessa racconterà "La sera del giovedì santo, dal letto di mia mamma, diedi un ultimo sguardo attorno. L’indomani mattina, venerdì santo, udii l’ultimo grido, seguito da una sbattuta di porta. Da allora niente più. Fu il buio pesto senza una voce"  Sabina fu.colpita da meningite, e, scolara promettente, quando già mostrava la sua diligenza nel leggere e nello scrivere, perse l'udito e la vista che non le avrebbero mai permesso di inseguire il suo sogno, quello di essere una brava sarta, ma la sua nuova condizione non le fece perdere la speranza e la progettualità per un futuro sereno.

A Roma, a dieci anni, cominciò a frequentare l'Istituto per ciechi dove imparò  il Braille e il metodo Malossi ed iniziò a scrivere lettere per mettere in contatto tra di loro le persone con i suoi stessi problemi e le sue stesse difficoltà, insomma cominciò a "fare rete". I testi in braille che componeva davano consigli pratici sulla vita quotidiana, sui sistemi per conquistare una nuova normalità, a credere in un'esistenza con limiti importanti, ma capace di costruire attraverso interessi e solidarietà tra le persone. Nel venire a conoscenza di casi gravi e particolari si premurava di chiedere aiuto per altri attraverso enti pubblici, ecclesiastici e privati, riuscendo sempre a venire in aiuto di chi non mostrava o non sapeva mostrare la sua stessa forza, facendosene portavoce e sostegno.

Nel 1964 fondò la Lega del Filo d'oro, punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e ne divenne la prima presidente. L'associazione divenne prima ente morale e quindi Organizzazione Non Lucrativa di Utilità sociale (ONLUS) dal 1998. È impegnata nell’educazione, l'assistenza, la riabilitazione e il reinserimento nelle famiglie e nella società di bambini, giovani e adulti sordociechi e con disabilità congiunta della vista e dell’udito.

L. Toppeta 25-11-2021