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Gara del solco - Rocca di Mezzo (Aq)

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La Gara del Solco che consiste nel tracciare i solchi con un aratro su una dirittura perfetta, si svolge nella notte tra il 3 e il 4 settembre a Rocca di Mezzo.

E' attestata per la prima volta negli "Atti Capitolari" della parrocchia nell'anno 1625. Un'antica leggenda narra che questa tradizione nacque come voto fatto alla Madonna della Neve perché liberasse il paese dalla pestilenza che vi imperversava, offrendole in cambio un solco tracciato in suo onore.

È da allora che tutti gli anni si svolge la gara, interamente di notte: le squadre prescelte, radunate all'imbrunire alle pendici del Monte Rotondo, attendono l'accensione del faro vicino al campanile della Chiesa della Madonna della Neve. Questa luce funge non solo come segnale di inizio della gara, ma anche - e soprattutto - come punto di riferimento verso il quale tutti i solchi devono convergere, e da dove verrà poi effettuata la verifica su quale sia il solco migliore mediante apposita commissione tecnica. Il confronto si protrae quindi per tutta la notte, durante la quale le squadre, composte da Caposquadra (detto imbiffatore o impiffatore), Aratore e Zappatori, alla luce di lanterne artigianali con candele a cera cercano di tracciare con un aratro il solco più diritto e "pulito" possibile nel percorso di circa 3 km in direzione del Faro del Calvario, la zona più elevata del paese. (detta anche San Calvario).

L'aspetto più difficoltoso della gara, oltre al fatto che si svolge di notte, è relativo alle diverse interruzioni che vi sono durante la tracciatura dei solchi a causa dei diversi pendii lungo il percorso, determinando così frequenti interruzioni e riprese dell'aratura.

Questo accade perché il tragitto che separa il faro dai campi dove si esegue l'aratura è ondeggiante e costituito da collinette, doline e fitti boschi, e pertanto il faro posto a San Calvario non è sempre visibile agli aratori ed imbiffatori. A quel punto, quando ci si accorge che non avrebbe senso proseguire l'aratura in un tratto non visibile dal monte Calvario, si effettua un'interruzione dell'aratura, si va poi sul punto oltre l'ostacolo (una collina o un bosco o anche un albero, purché visibile sia dal faro che dal punto di interruzione), si allinea la ripresa del solco nuovo con l'interruzione precedente, e si riprende l'aratura fino all'interruzione successiva, e così via fino ad arrivare a ridosso del paese.

Queste fasi sono dette "riprese". Per svolgere queste interruzioni e riprese si usano le cosiddette controposte, ossia delle lanterne montate su dei treppiedi alti due o anche tre metri, le quali vengono posizionate con la luce di spalle a monte Calvario, in modo tale che l'imbiffatore riesca ad allinearle tra il suo punto di osservazione ed il faro.

La bravura delle squadre si vede quindi non solo nella tracciatura in sè dei solchi (qualità questa squisitamente riservata all'Aratore), ma anche nella precisione dell'allineamento delle varie riprese (Caposquadra+imbiffatore). Osservando i solchi dal faro di San Calvario, pertanto, essi si presentano quasi come linee continue convergenti.

Altra peculiarità di questa gara è che fino alla diffusione di massa dei telefoni cellulari, le comunicazioni tra l'imbiffatore ed i suoi compagni di squadra preposti alla sistemazione delle lanterne e delle controposte avvenivano verbalmente con delle grida molto forti, poiché la distanza da coprire a volte è superiore alle centinaia di metri in aperta campagna (e di notte, rendendo le persone irriconoscibili).

Ogni squadra ha quindi il suo "soprannome" in modo tale da non confondersi con le altre squadre quando sentono le disposizioni di spostare le lanterne o le controposte (per allinearle). Per non generare confusione tra destra e sinistra (in quanto la direzione può essere interpretata diversamente se uno è rivolto verso Monte Rotondo oppure verso Rocca di Mezzo), si urla sempre di spostare le lanterne (o controposte) "verso Rovere!" oppure "verso Rocca di Cambio!" che sono i due paesi più vicini a Rocca di Mezzo (uno a destra e l'altro a sinistra, appunto).

La vittoria viene decretata al mattino seguente da un'apposita giuria che, posizionatasi sul punto esatto del faro a San Calvario, verifica con un filo a piombo quale squadra abbia tracciato il solco "più diritto" tenendo conto sia della qualità dell'aratura che delle varie "riprese". I vincitori ricevono in premio e conservano per un anno il Gonfalone del Comune, sul quale è raffigurato l'aratro tirato dai buoi e che viene solitamente portato in processione insieme alla statua della Madonna della Neve.

La Pro Loco mette a disposizione di ogni squadra un numero prestabilito di lanterne per consentire anche agli spettatori che restano in paese, di ammirare lo spettacolo delle luci che si allineano nel buio della notte.

L.T. 01-04-2021

 

 

 

 

 

 

 

42.197752, 13.5205565