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L'emozione di un'alba al Rifugio Franchetti

La storia millenaria dei sentieri d'Abruzzo riparte in sicurezza dal Rifugio Franchetti, a 2.433 m, che torna a dispensare grandi emozioni all'ombra del Corno Grande, sul Gran Sasso.

Abbandonare la città per godere delle bellezze naturali, artistiche e culturali del territorio attraverso i sentieri di montagna è un desiderio di molti in questo momento di rinascita e apertura.

Gli alpini del 9° Reggimento e nuclei specializzati del Battaglione Vicenza, esperti di alta quota, hanno sanificato il Rifugio, per assicurarne la  fruizione in tutta sicurezza e ripristinato il sentiero che lo collega a Prati di Tivo, su richiesta dell’Ente Parco Gran Sasso Monti della Laga. I tratti più esposti sono stati resi sicuri per permettere anche alle famiglie di godere di tanta bellezza e, a breve, sarà avviata la costruzione di uno dei campeggi più alti d'Italia.

Il rifugio Carlo Franchetti  nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, sorge a m 2433 di quota su uno sperone roccioso e offre un magnifico panorama sulle colline dell'Abruzzo teramano fino al mare Adriatico. E' una base ideale per le vie di roccia del Corno Piccolo e del Corno Grande e per scalate di media difficoltà. Dal rifugio si raggiunge in 40 minuti di sentiero il piccolo Ghiacciaio del Calderone.

L'attività di ripristino della sicurezza e dell'igiene ambientale continuerà con il Rifugio “Duca degli Abruzzi” a 2.388 m.,  il Rifugio “Garibaldi” a 2.231 m.,il Bivacco “Andrea Bafile” a 2669 m. e con la sistemazione delle vie ferrate e dei sentieri all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, in collaborazione con la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, il CAI, la Stazione dell’Aquila del Soccorso Alpino e Speleologico e del Reparto Carabinieri dei Parchi.

L.T. 02-07-2020

Foto: alba al Rifugio Franchetti, Luca Argalia, cc-by-nc-sa-2.0

42.4770808, 13.5653794