Salta al contenuto principale
x
madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia madonna-del-casale- colleguidone di Roccapia

Madonna del Casale - Colleguidone di Rocca Pia (Aq)

La chiesa della Madonna del Casale o di S. Maria del Carmine si trova all'inizio del Piano delle Cinque Miglia in una località denominata Colleguidone, pertinente al territorio di Rocca Pia.

Non è subito visibile percorrendo l'ampia pianura delle Cinque Miglia perchè posta sul fianco della collina, in una posizione "nascosta" che forse ne accresce il fascino. Le origini della chiesa di S. Maria non sono molto chiare; l'odierna costruzione mostra elementi decorativi e architettonici che rimandano al Trecento, ma la sua fondazione può essere molto più antica, legata alle vicende dei villaggi che un tempo sorgevano nell'altipiano: Roccaduno, Casale S. Nicola e Casal Guidone. Dei tre insediamenti, sorti probabilmente in età normanna, non rimanevano che dei ruderi già nel 1474.  Oggi non è visibile più alcuna traccia di questi antichi abitati, ma il nome Colleguidone è rimasto ad indicare la località dove appunto si erge la chiesa.

Non una semplice chiesetta di campagna, come l'ultima testimonianza di una piccola comunità che per alcuni secoli ha abitato queste terre, per poi trasferirsi, forse agli inizi del Quattrocento, nel paese di Rocca Pia.

In seguito la chiesa è divenuta anche un sicuro riparo per i pastori ed i viandanti che affrontavano l'avventurosa traversata dell'altipiano delle Cinque Miglia, fondamentale via di transito tra Firenze e Napoli.

Lungo le pareti della chiesa sono ancora leggibili i graffiti lasciati dai viandanti in cerca di riparo. L'iscrizione più antica che vi si legge data 1675, mentre gli ultimi graffiti furono scalfiti nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1863 dai soldati piemontesi, che qui ripararono durante una tempesta di neve.

La chiesa della Madonna del Casale, realizzata in pietra locale, contrariamente alla consuetudine, apre l'unico portale di accesso lungo il fianco. Il portale ricorda in maniera abbastanza evidente le forme del portale realizzato per la chiesa di S. Agostino a Sulmona ed in seguito posto sulla facciata di S. Filippo.

La realizzazione della chiesa può essere datata entro la fine del Trecento, anche le forme del gotico hanno spinto alcuni a posticiparla fino ai primi del Quattrocento.

Nel portale della Madonna del Casale un alto timpano decorato ricade su due edicolette composte da due ordini di archetti. Le sorreggono delle colonnine con i capitelli decorati a foglie di acanto, che contorna anche la lunetta.

Del decoro ad affresco che ornava la lunetta non rimane più nulla, mentre ben conservato è il rilievo raffigurante l'Agnello Crocifero posto al centro dell'architrave. Accanto al portale si innalza la massiccia mole del campanile che ricorda più una torre di difesa e di avvistamento.  La chiesa ha un impianto ad aula rettangolare, la navata è  è coperta da capriate a vista.

Nell'abside degli affreschi raffiguranti scene della vita della Madonna e di Cristo e un'imponente Annunciazione: Maria è raffigurata seduta accanto ad una scrivania insieme ad una colomba bianca, simbolo del divino concepimento; dall'altro lato vi è l'Angelo con in mano il giglio, simbolo della purezza, in un abito caratterizzato da grandi e rigide maniche a sbuffo. Sono le dimensioni raggiunte dalla Vergine e dall'Angelo che rendono originale la composizione del pittore nelle scene della Visita di Maria ad Elisabetta, di Gesù nel sepolcro e della Madonna della Neve, del Battesimo di Gesù e dell'Ascensione, dell'Eterno tra gli angioletti.

Singolare l'assenza di episodi importanti come la Natività o la Crocifissione, ed invece la presenza di un episodio secondario quale la Visitazione di Maria ad Elisabetta, scelta che sembrerebbe confermare l'ipotesi secondo cui la chiesa era dedicata in origine proprio alla Visitazione. 

Scene singole sono rappresentate da Cristo nel sepolcro, nell'iconografia di sapore nordico dell'Uomo dei Dolori,  disposto dietro la mensa, a ricordare  il sacrificio rinnovato nell'Eucaristia e dalla Madonna della Neve, particolarmente venerata in un luogo tormentato dalle bufere invernali.

Il pittore sembra identificarsi con un artista locale, operante entro il XVI secolo.

La chiesa conserva anche una copia della pregevole opera in terracotta del Cinquecento raffigurante una Madonna con il Bambino. L'originale si trova attualmente presso la parrocchiale di S. Maria Maggiore a Rocca Pia.

L.T. 14-04-2021

 

41.9348589, 13.9773536