Salta al contenuto principale
x
Peperone dolce di Altino

Peperone dolce di Altino - Presidio Slow Food

0
0

Il prodotto: il peperone rosso d’Altino-Oasi di Serranella ha i frutti rivolti verso l’alto, da cui il nome dialettale ‘a cocce capammonte’.

Come si prepara: i peperoni maturi vengono  infilzati con ago e spago  all’altezza del peduncolo formando unq collana detta “crollo”, si mettono ad asciugare all'aria e infine si tostano nel forno. Infine vengono macinati nei "piloni", mortai di antica manifattura o conservati interi o in piccoli pezzi

Dove si produceè caratteristico del territorio tra i fiumi Sangro e Aventino in particolare dei comuni di Altino, , Archi, Perano, Roccascalegna, Casoli, Sant’Eusanio del Sangro ed Atessa.

Come gustarlo: viene solitamente utilizzato in polvere come aroma negli insaccati della zona (salsicce, ventricina, ecc.) o intero o piccoli pezzi anche come ingrediente di varie ricette tradizionali come con la pasta con aglio, olio e peperoncino, con la pizza e ‘ffójje’, con le sardelle salate, con le uova (peparuole e ove) con i legumi e come condimento per la pasta in una preparazione a base di peperone, lardo fresco e aglio appena soffritti. E' utilizzato anche per dar maggior sapere alla pasta e al pane di produzione casalinga o per condire baccalà, carni o verdure tipicamente invernali come rape, verze o cavolfiori. 

Eventi: il  Festival del Peperone dolce di Altino (Ch) in Agosto, palio culinario delle contrade nel centro storico. Otto le contrade in gara che si contendono la ambita piletta di legno: Altino, Briccioli, Fonte Lama, Fonte Mandrelle, Quartammonte, Sant’Angelo. Scosse e Selva. Ai menu di ogni contrada sono abbinati vini delle migliori cantine d’Abruzzo.

Storia: furono introdotti probabilmente da popolazioni di origine slava, che si stabilirono nel chietino nel XV secolo. 

In Origine e storia delle piante coltivate in Abruzzo a cura di Aurelio Manzi si trova la prima documentazione certa relativa alla coltivazione del peperone, datata 1752 e riferita a un atto notarile relativo al territorio di Roccascalegna, rogato da un notaio di Gessopalena, in cui la pianta viene citata con il nome di “peparoli”. Nello stesso testo si racconta che nella vallata del Sangro, in particolare nel territorio di Atessa e nei centri limitrofi, i peperoni dolci essiccati venivano polverizzati all’interno di grossi mortai di legno denominati “piloni”. 

L’Associazione del Peperone Dolce di Altino-Oasi di Serranella segue un disciplinare rigoroso che tutela l'integrità dei semi utilizzati e promuove una coltivazione ecosostenibile..

Fa parte di: Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) - Presidio Slow Food

L.T. 03-09-2020

42.1024175, 14.3325721