Salta al contenuto principale
x

Rapino (CH)

Dove si trova:

Rapino è un Comune della Provincia di Chieti.

 

Perché visitarlo:

Centro di antichissima origine, Rapino sorge sulle colline del Teatino. La particolare posizione geografica che occupa, ai piedi della Majella e ad appena una trentina di chilometri dal mare, rende questo piccolo centro uno dei paesi più belli e caratteristici del circondario. Era noto in passato per l'arte della ceramica, portata al massimo splendore da Fedele Cappelletti e da altri illustri ceramisti della sua famiglia. I più antichi ritrovamenti nel suo territorio risalgono al Paleolitico medio e superiore come la statuetta di bronzo detta "Dea di Rapino" (oggi conservata al Museo di Chieti), ritrovata nella Grotta del Colle. Nelle vicinanze è stata scoperta anche una tavola di bronzo detta "Targa di Rapino" o “Tabula Rapinensis” su cui è incisa una iscrizione in dialetto marruccino, acquistata dal Mommsen di Berlino ed attualmente al museo Puskin di Mosca.
Nel periodo Neolitico e nell'età del Bronzo le attestazioni di frequentazione sono meno ricche, mentre tornano ad essere cospicue le tracce della presenza umana a partire dal I millennio a.C., in età romana e durante il Medioevo.

 

Cosa vedere:

  • la Chiesa di San Lorenzo;

  • la Chiesa di San Giovanni Battista;

  • la Torre del Colle;

  • il Museo della Ceramica;

  • la Grotta del Colle;

  • l'Acropoli Civita di Danzica;

  • il Centro Di Documentazione Delle Verginelle;

 

Cosa mangiare:

A Rapino si può assaporare la cucina tipica della provincia di Chieti come i maccheroni alla chitarra, conditi con ragù misto di carne di manzo, maiale o agnello; le cosiddette rape strascinate, ossia rape prima ammollate in acqua fredda, poi bollite con l’aglio rosolato e ripassate in padella con olio e peperoncino a volontà; i fiadoni sono una delle ricette più annotate e preparate dalle famiglie della provincia di Chieti. Si tratta di rustici a forma di ravioli preparati con un impasto di uova, olio, vino bianco e farina, con un ripieno a base di vari formaggi, principalmente quelli a pasta dura come rigatino e pecorino, uova e spezie diverse. Tipici del paese sono i pasticci, dolci da forno ripieni tradizionalmente serviti durante le cerimonie e le feste. Hanno la forma di una tartelletta, simili al bocconotto frentano, e sono preparati con farina , tuorlo d’uovo, zucchero, burro e ammoniaca. Il ripieno invece è costituito da un composto cremoso a base di latte, cioccolato fondente, limone e di un trito di mandorle tostate e cannella in polvere, tutti cotti insieme. Il tutto viene messo in forno a 180-200°C fino a cottura. I pasticci oggi sono prodotti in piccolissime quantità casalinghe o da artigiani e fornai locali.

 

Sito web:

http://www.rapino.net/hh/index.php

FC (10/04/2020)

Provincia: Chieti

CAP: 66010

Prefisso: 0871

Altitudine: 440

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.199744, 14.1756573

Prossimi Eventi

Il Centro di Documentazione delle Verginelle, collocato all'interno del complesso monumentale S.Antonio in Piazza Cappelletti, è dedicato ad un ancestrale rito religioso di Rapino: la processione delle Verginelle.

Il massiccio della Majella è il più imponente e più immanente di tutto l'Appennino, con oltre 60 cime che superano i 2000 metri di altezza. Il Monte Amaro (q. 2.793 m) è la sua vetta più alta, la seconda montagna d´Abruzzo e di tutto l'Appennino, dopo il massiccio del Gran Sasso.

Edificio romanico costruito interamente in pietra della Majella, che presenta una particolare  facciata in gran parte occupata dalla torre campanaria del XIII sec., alla cui base si apre un bel portale ogivale del '400, nella cui lunetta è collocata una scultura del 1394 che raffigura  l'Incoronazione di Maria tra quattro angeli. Sui lati esterni della chiesa  vi sono due porticati.

Le cascate di San Giovanni si trovano sul versante chietino del Parco nazionale della Majella, non lontano da Guardiagrele, uno dei borghi più belli d'Italia. In un ambiente suggestivo e ricco di vegetazione,a quota 975 slm, il torrente Vesola compie due poderosi salti - uno di 35 mt  e l'altro di 15 mt.- che costituiscono le Cascate di San Giovanni.

Il "Museo del costume e delle tradizioni della nostra gente" ripercorre un tratto del cammino dei nostri padri e abbraccia un periodo che va dalla fine dell'Ottocento alla metà del nostro secolo, quando l'uomo andava ancora al passo con la natura e l'animale era suo amico e compagno di lavoro.

La chiesa di San Francesco, nota come santuario di San Nicola Greco, fu eretta nel 1276 dai francescani al posto della chiesetta di San Siro. Nei secoli successivi è stata più volte rimaneggiata e nel ‘700 è stata ristrutturata completamente.

Descrizione: nella Valle dell'Angelo, quasi alla confluenza con la Valle del Foro, c'è la grotta dell'Eremita.